venerdì 3 agosto 2012

Ben tornati nel Feudalesimo


DALLA SCHIAVITU' FISCALE ALLA PENA DI MORTE

Prima versione 2 Agosto 2012 - Aggiornamento del 26 Marzo 2014

Compendio sulle leggi criminali (con i relativi link) che i nostri "dipendenti” del palazzo ci hanno rifilato tenendoci colpevolmente all’oscuro. 



·         LEGGE 3 novembre 1992, n. 454
o   Ratifica del trattato di Maastricht
·         LEGGE 2 agosto 2008, n. 130
o   Ratifica del Trattato di Lisbona
·         LEGGE 14 maggio 2010, n. 84
o   Ratifica del trattato di Velsen (Eurogendfor)
·         LEGGE COSTITUZIONALE 23 Aprile 2012, n. 1
o   Introduzione del principio del pareggio di bilancio in Costituzione
·         LEGGE 23 luglio 2012, n. 114
o   Ratifica del Fiscal Compact
·         LEGGE 23 luglio 2012, n. 116
o   Ratifica del Meccanismo Europeo di Stabilità


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"Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno".
 Forse non vi siete accorti che quelli di cui parlava Juncker ovvero “LA GENTE che non capisce” … SIAMO NOI!
Questa è la democrazia su cui è fondata l’Unione Europea ed il suo principale strumento: l’Euro

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Premesse 
Dopo anni passati su saggi ed articoli di economia difficili da capire, fatti di discussioni con amici e parenti, dopo numerose  pubblicazioni e post sul web, dopo la ratifica del MES e del FISCAL COMPACT da parte dei nostri dipendenti di Montecitorio, Palazzo Madama e Quirinale, compiuta grazie alla complicità del nostro sistema mass-mediatico (salvo qualche rarissima eccezione), ho "finalmente" capito una cosa:
noi cittadini siamo considerati merce ed al contempo prestatori di ultima istanza (fonte di finanziamento) e se non abbiamo alcuna cognizione di cosa realmente abbiano deciso i politici alle nostre spalle certo saremo i primi a subirne le conseguenze.
E’ successo che in Parlamento sono state promulgate leggi criminali che graveranno sul futuro nostro e delle generazioni a seguire, senza che nessuno abbia la decenza di chiederci il nostro parere o tantomeno parlarcene esponendone i contenuti, promuovendo una discussione pubblica.
Quindi a vantaggio di chi volesse informarsi ecco questo mio scritto dove mi sono preso la briga di ricercare e pubblicarne i link ai testi ufficiali di quello che ci hanno propinato i nostri politici che, con la giustificazione "ce lo chiede l'Europa", si sono affrettati (quasi di nascosto) a ratificare trattati sovranazionali che sconvolgono il nostro ordinamento esautorando di fatto Costituzione e Parlamento e con essi la nostra Democrazia, consegnandoci nelle mani di pochi e semi sconosciuti tecnocrati al soldo dei banchieri internazionali e della grande finanza mondiale.
Non saprei dire quanto consapevolmente questi inetti traditori abbiano premuto il tasto "si" dai loro dorati scranni (basta vedere il servizio andato in onda il 20 Luglio 2012 a "L'ultima parola" vedi dal minuto 3:10), o quanto colpevolmente i loro "padroni" li abbiano costretti a farlo, so solamente che l'hanno fatto a nostro discapito e a nostra insaputa e per questo TUTTI dovranno prima o poi renderne conto alla popolazione.
Per il momento dobbiamo tenerci la Costituzione Europea (trattato di Lisbona), l'Eurogendfor (trattato di Velsen), il Fiscal Compact (pareggio di bilancio "lacrime e sangue"), il Meccanismo Europeo di Stabilità (il Salva-Banche chiamato ingannevolmente Salva-Stati), il Fondo Europeo di Redenzione (commissariamento degli Stati entrati in crisi a causa dell’Euro), l’Unione Bancaria Europea (salvataggi di banche con i soldi dei correntisti) e quant'altro si inventeranno per riportarci definitivamente alla sudditanza. Teniamoci anche una classe politica che farà di tutto per non governare e per restare solamente avvinghiata alle proprie poltrone a godere dei nostri sacrifici. Teniamoci i nostri tecnici ed i nostri professori che, al pari dei migliori dittatori (ma subdolamente senza apparente violenza - per il momento - tanto da non farci accorgere di nulla), fanno e disfano a loro piacimento, nominano i loro compari in tutte le posizioni chiave del paese (vedi presidente e direttore RAI provenienti dal mondo delle grandi banche), eseguono pedissequamente gli ordini dei loro padroni che hanno già progettato tutto e che ci considerano massa informe e fastidiosa utile solamente al loro profitto. Teniamoci tutto questo, ma sopratutto teniamoci pronti alla rivolta (più o meno pacifica)!
Si rivolta, ho detto proprio RIVOLTA! E' arrivato il momento di considerare i nostri governanti come degli usurpatori e traditori e per questo trattarli come tali. La rivolta qui auspicata, ovvero quella dei cittadini consapevoli, non tarderà a venire, una volta che si avvertiranno gli effetti derivanti dall'adesione ai trattati finalmente si formerà la necessaria "massa critica" di persone stanche di essere vessate e desiderose di sapere cosa sia successo loro; a quel punto la popolazione si sveglierà dal torpore dell'ignoranza indotta dalla televisione, si armerà di libri e forconi ed agirà come meglio crede per il proprio futuro e per quello dei propri figli.
Con l'ingresso nell’Unione Europea ci hanno fatto ricadere in un moderno Medio Evo e noi abbiamo il dovere di riemergere e di essere protagonisti di un ancor più moderno Rinascimento!
Nel Rinascimento e con l'umanesimo si affermò la dignità degli esseri umani, quindi riprendiamoci la nostra dignità ed iniziamo (o continuiamo) con lo studio della storia e soprattutto dell'economia: cercare di capire è fondamentale per non venir sfruttati o peggio strumentalizzati; l'attuale fase storica dominata dalla TV è piena di episodi che confermano il fatto che ci vogliono ignoranti ed è altresì piena di personaggi che cavalcando la pubblica indignazione e con una vergognosa retorica si propongono come salvatori della patria proponendo ricette che non faranno altro che aggravare l'attuale stato di crisi consolidando le criminali politiche economiche sin qui percorse; alcuni esempi: secondo alcuni per risollevare gli stati dal debito, gli si dovrebbe prestare (!) altro denaro invece che concedergli di emetterlo in nome e per conto del Popolo; oppure, altro esempio, secondo la maggioranza dei politici nostrani per riemergere dallo stato di sudditanza dalla Germania, dove siamo finiti entrando nell'Euro, dovremmo rafforzare l'Europa con regole dettate dalla Germania stessa (incredibile no?): il "ci vuole più Europa".

Iniziamo - in breve - a capire quali dispositivi hanno messo in atto per dominarci.
L’Europa è un insieme di trattati internazionali; il trattato internazionale è, di fatto, una transazione finalizzata alla risoluzione dei conflitti tra gli Stati in alternativa alla guerra; i trattati, prendendo atto di quelli che sono i rapporti di forza tra gli stati che lo stipuleranno, altro non fa che cristallizzare tali posizioni finendo inevitabilmente per determinare vantaggi per i paesi più forti a danno dei più deboli. I trattati internazionali possono essere modificati o rotti esclusivamente per volontà degli Stati che li hanno sottoscritti e nulla può in merito il Parlamento Europeo.
L’attuale Unione Europea sorge dal trattato di Roma del 1957, trattato nel quale venivano poste come libertà fondamentali le seguenti:
-          libertà di circolazione delle merci
-          libertà di circolazione dei capitali
-          libertà di circolazione dei servizi
-          libertà di circolazione delle persone
Ciò a testimonianza di quanto l'odierna Europa sia fondata su principi del tutto crematistici (tendenti alla moltiplicazione delle ricchezze prescindendo dalla loro distribuzione e dal consumo) ben lontani da un'Europa tra Popoli di pari dignità basata sulla cooperazione e sulla solidarietà in cui tutti noi crediamo!
Volendo confrontarle con le libertà fondanti gli Stati Uniti d’America enunciate da Franklin Delano Roosevelt nel famoso discorso delle quattro libertà:
-          libertà di parola
-          libertà di culto
-          libertà dal bisogno
-          libertà dalla paura
Non abbiamo alternativa alla preoccupazione per il destino delle popolazioni europee.

Ora, attraverso l’analisi di alcuni aspetti dei trattati ratificati dai nostri parlamentari, passo ad affrontare direttamente l’argomento principale di questo articolo, ovvero la descrizione dell’attuale situazione contraddittoria che vede il nostro Stato sovrano, democratico, e costituzionalmente teso alla tutela dei diritti fondamentali (primo fra tutti quello al lavoro) ed alla redistribuzione, assoggettato a trattati internazionali in aperta contraddizione con i principi stessi della nostra Carta Costituzionale.
Con questo trattato, la sovranità monetaria Italiana viene ceduta alla Banca Centrale Europea (un soggetto privato sottratto ad ogni controllo e governo democratico, i cui membri godono di totale immunità, che espressamente non può in nessun caso agire da tesoriere) in barba all'articolo 11 della nostra Carta Costituzionale. Tale cessione (meglio dire dispersione) di sovranità, assieme al rispetto dei famosi quanto insensati parametri di Maastricht, comporta l'impossibilità di fatto per il nostro Stato di adottare liberamente le politiche economiche necessarie per contrastare l'attuale stato di recessione.
L’enunciazione principale del trattato che ne determina le finalità è quella del paragrafo tre dell’articolo tre:
“L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva,”
Da questa enunciazione possiamo dedurre il vero scopo del trattato stesso, ovvero trasformare gli Stati, fino a quel momento indipendenti sotto ogni punto di vista, in un grande mercato ed i loro cittadini in consumatori, ma soprattutto pone la forte competizione come unico principio regolatore; la stabilità dei prezzi, con la ratifica del trattato prende il posto del diritto al lavoro!
Inoltre con la ratifica del trattato di Maastricht si accetta il principio che occorre creare prima l'Unione monetaria europea al fine di gettare le basi per un'eventuale unione politica; ricordo a tutti che con questo principio è stata distrutta, negli anni precedenti una intera nazione: la Repubblica Democratica Tedesca!

A corollario di questa ratifica, sempre nel 1992 e sempre senza un minimo dibattito pubblico, viene promulgata dal Ns Parlamento la
che prevede la privatizzazione della Banca d'Italia la quale, da questo momento, passerà nelle mani delle stesse banche private che dovrebbe controllare (in palese violazione dell’articolo 3 del suo statuto che recita: “In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici"). A seguire con il D.M. 13 ottobre 1995, n. 561 verranno secretati tutti gli atti della politica monetaria nazionale messo in atto nel più assoluto silenzio (o meglio complicità) dei mass-media ... e buona notte!
P.S.: di questi giorni il decreto (mai anticipato ai cittadini) riguardante la ricapitalizzazione gratuita da 5-7,5 miliardi di euro fatta attingendo alle riserve della stessa Banca d’Italia (o meglio Bankitalia s.p.a.), che metterà la parola fine sulla eventuale ri-nazionalizzazione della nostra banca centrale.

LEGGE 2 agosto 2008, n. 130 - Ratifica del Trattato diLisbona (sul funzionamento dell’Unione Europea)
Questo trattato altro non è che la riproposizione, o meglio l'imposizione, della famosa Costituzione Europea che in ogni parte d'Europa dove si ha avuto la correttezza di sottoporla a referendum è stata sonoramente bocciata dai cittadini. E' un trattato tenuto segreto fino all'ultimo, complicatissimo nella lettura per il cittadino comune, che per i suoi effetti tende a togliere potere agli Stati Nazionali ed al Popolo consegnandolo in mano ad una elite di tecnocrati.
Il progetto prevedeva di lasciare la Costituzione Europea immutata e, per evitare i referendum nazionali, di farla diventare un Trattato tra Stati.
Poi, per non far capire al cittadino che nulla è cambiato, hanno reso il testo illeggibile inserendo migliaia di rinvii ad altre leggi e note a piè pagina, come hanno confessato: - l’ex presidente francese Valéry Giscard D’Estaing: “Il Trattato è uguale alla Costituzione bocciata. Solo il formato è differente, per evitare i referendum”; - il parlamentare europeo danese Jens-Peter Bonde: “i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. La loro intenzione era di farlo approvare senza sporcarsi le mani con i loro elettori”; - il nostro "amato" Giuliano Amato: “Fu deciso che il documento fosse illeggibile... Fosse invece stato comprensibile, vi sarebbero state ragioni per sottoporlo a referendum”.
E così fu ratificata anche in Italia cedendo così la nostra sovranità in materia legislativa, economica, monetaria, salute e difesa ad organi (Commissione Europea e Consiglio dei Ministri) che non verranno eletti dai cittadini. Il solo organo eletto dai cittadini, il Parlamento Europeo, non avrà, nei fatti, alcun potere.
Nel dettaglio, tra i gravi dispositivi previsti da questa "Costituzione Imposta", attraverso l'adesione alla Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo (CEDU così come riportato nel sito della Corte Europea per i Diritti dell’uomo) ce n'è uno particolarmente allarmante che riporto integralmente:
Articolo 2 - Diritto alla vita
1. Il diritto alla vita di ogni persona è protetto dalla legge. Nessuno può essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena.
2. La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:
a. per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;
b. per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta;
c. per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione. (n.d.r.: senza definire i termini sommossa e insurrezione)
Di fatto con questo trattato, logico precursore del successivo trattato di Velsen, si è autorizzato il ricorso alla pena di morte!
Altro dispositivo sconvolgente introdotto in questa "Costituzione Criminale", in virtù della cosiddetta "clausola di solidarietà", prevede che ogni nazione europea sia tenuta a partecipare ad azioni militari quando si tratti di lottare contro “azioni terroristiche” in qualunque altra nazione, anche qui senza definire cosa si intenda per “azioni terroristiche”. Chi deciderà chi è un terrorista e perché?
Ciò che invece caratterizza il trattato, alla luce delle dichiarazioni dei politici nostrani che favoleggiano in TV circa l’Europa federale dopo averlo loro stessi ratificato, è ciò che viene sancito nei seguenti articoli del testo consolidato:
Articolo 123
1. Sono vietati la concessione di scoperti di conto o qualsiasi altra forma di facilitazione creditizia, da parte della Banca centrale europea o da parte delle banche centrali degli Stati membri (in appresso denominate «banche centrali nazionali»), a istituzioni, organi od organismi dell'Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri, così come l'acquisto diretto presso di essi di titoli di debito da parte della Banca centrale europea o delle banche centrali nazionali.
2. Le disposizioni del paragrafo 1 non si applicano agli enti creditizi di proprietà pubblica che, nel contesto dell'offerta di liquidità da parte delle banche centrali, devono ricevere dalle banche centrali nazionali e dalla Banca centrale europea lo stesso trattamento degli enti creditizi privati.
Articolo 124
È vietata qualsiasi misura, non basata su considerazioni prudenziali, che offra alle istituzioni, agli organi o agli organismi dell'Unione, alle amministrazioni statali, agli enti regionali, locali o altri enti pubblici, ad altri organismi di diritto pubblico o a imprese pubbliche degli Stati membri un accesso privilegiato alle istituzioni finanziarie.
Articolo 125
1. L'Unione non risponde né si fa carico degli impegni assunti dalle amministrazioni statali, dagli enti regionali, locali, o altri enti pubblici, da altri organismi di diritto pubblico o da imprese pubbliche di qualsiasi Stato membro, fatte salve le garanzie finanziarie reciproche per la realizzazione in comune di un progetto economico specifico. Gli Stati membri non sono responsabili né subentrano agli impegni dell'amministrazione statale, degli enti regionali, locali o degli altri enti pubblici, di altri organismi di diritto pubblico o di imprese pubbliche di un altro Stato membro, fatte salve le garanzie finanziarie reciproche per la realizzazione in comune di un progetto specifico.
2. Se necessario, il Consiglio, su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, può precisare le definizioni per l'applicazione dei divieti previsti dagli articoli 123 e 124 e dal presente articolo

Ed il tutto, come sempre, in barba ai dettami della nostra Costituzione.

Questo trattato istituisce con base a Vicenza (in adiacenza alla discussa base militare statunitense!) una gendarmeria europea con poteri illimitati, non sottoposta ad alcun controllo pubblico con totale inviolabilità dei locali e degli atti, i suoi addetti non possono essere intercettati ne sottoposti a procedimenti giudiziari, godranno dell'immunità per le azioni svolte durante il servizio e non risponderanno dei danni eventualmente procurati (di fatto degli intoccabili con licenza di uccidere e distruggere) - una specie di Gestapo; tra le altre cose il trattato prevede lo smembramento dell'Arma dei Carabinieri e la riduzione della Polizia di Stato ad una sorta di organo di secondo ordine (una sorta di vigili urbani); infine è presumibile che per sedare le future e probabili rivolte, già peraltro iniziate in varie parti d'Europa, verranno inviati nelle "zone calde" i militari di altra nazionalità per evitare coinvolgimenti di carattere emotivo e per garantire una più ferma repressione.

Altro non è che la modifica alla nostra Costituzione, come  consueto, mai proposta agli Italiani per l'approvazione, ne mai dibattuta pubblicamente, che impone ai governi che verranno, di raggiungere la parità di bilancio. Tradotto: un susseguirsi di manovre "lacrime e sangue" senza possibilità di crescita.
Una nota a proposito: Senza una spesa a deficit non esistono servizi e sanità, non esiste uno stato etico e sociale; uno Stato sovrano che ha la possibilità di emettere autonomamente moneta in nome del popolo non ha alcun dovere di raggiungere tale pareggio,  altrimenti darebbe ai cittadini quanto gli toglie annullando pertanto ogni possibilità di crescita e benessere. A tal proposito va sempre ricordato che UNO STATO SOVRANO NON E' UNA FAMIGLIA E NON E' UNA IMPRESA: ad esse non può essere mai paragonato, proprio per la sua possibilità di emettere risorse finanziarie nei momenti di crisi e di drenarle nei momenti di maggior benessere a scopo redistributivo (attività economica anticiclica).

Trattasi di Legge in linea col precedente punto a causa della quale il parlamento perde definitivamente ogni ragion d'essere perché privato di ogni potere in materia economica e fiscale imponendo l'esame e l'approvazione della "legge di stabilità" (ex "finanziaria") alla commissione europea (un organo composto da oscuri burocrati mai eletti da nessuno).
Il trattato sancisce il demenziale pareggio di bilancio dello Stato e la legge da noi approvata, tra l'altro accogliendo un suggerimento della commissione e non una sua imposizione, estende anche agli Enti Locali tale regola suicida contravvenendo per altro agli articoli 81, 97 e 119 della nostra Costituzione.
Il trattato in sostanza prevede che i Paesi che detengono un debito pubblico superiore al 60% del PIL rientrino entro tale soglia nell'arco di 20 anni obbligandosi per giunta a mantenere il deficit pubblico sempre sotto al 3% del PIL ed il tutto a pena di sanzioni (della serie "cornuti e mazziati").
Che cosa significa? In una locuzione oramai tristemente famosa "macelleria sociale", ovvero: tagli al welfare, a stipendi e pensioni, un incremento della tassazione stimata in 50 miliardi all'anno per 20 anni (quindi da aggiungersi all'attuale tassazione da record mondiale ed ai 125 miliardi del MES di cui parlerò al prossimo punto), impossibilità di intraprendere politiche per la crescita e conseguente chiusura di attività e licenziamenti; una assurda rigidità imposta alle politiche economiche del nostro martoriato Paese che va ad aggiungersi alla rigidità imposta dal cambio fisso dettato dalla moneta unica.
E questo perché? Perché i nostri "dipendenti di Roma" fanno orecchie da mercante e non vogliono (o non capiscono, a seconda dei casi) il ritorno alla sovranità monetaria, del resto è difficile comprendere qualcosa se la propria fonte di reddito dipende dal non capirla!

Il trattato in questione, assieme a quello di Velsen, è da considerarsi il più pericoloso di tutti per le sue potenzialità economicamente distruttive. Si tratta di creare un fondo (per confondere la gente denominato "Salva-Stati") che in teoria dovrebbe funzionare come una assicurazione a beneficio degli Stati che dovessero entrare in crisi, ma che in realtà è una grande organizzazione usuraia istituzionalizzata. Provo a spiegare tale affermazione: partecipare a questo fondo per l'Italia significherà versarvi (inizialmente!) 125 miliardi di Euro e visto che l'Italia non ce li ha dovrà ulteriormente indebitarsi con i mercati o chiederli agli Italiani (cosa impossibile considerato l'attuale livello insopportabile di tassazione); a differenza di una normale assicurazione vita o fondo pensione (ma come consueto per gli usurai), non è dato sapere a quanto ammonterà il versamento finale di ciascuno Stato partecipante, l'ammontare del fondo infatti potrà essere deciso di volta in volta in base alle esigenze del momento e chi lo gestirà potrà imporre agli Stati successivi e non specificati versamenti (un pozzo senza fine); uno Stato in difficoltà potrà accedere al fondo ricevendo unicamente IN PRESTITO la cifra richiesta (nonostante abbia già versato la sua quota di partecipazione ... incredibile, pazzesco!) ed il fondo avrà la facoltà di indirizzare le politiche economiche del Paese "aiutato" (fine della sovranità degli Stati, amen!); tutti gli atti ed i documenti del fondo saranno secretati e nessun giudice di nessuno stato potrà mai accedervi ed i suoi amministratori godranno dell'immunità (non ho parole ... gestiranno centinaia di miliardi pubblici!); il fondo potrà, in caso di necessità, finanziarsi a sua volta sul mercato con la conseguenza che chiunque potrà partecipare alle politiche governative degli Stati (per ipotesi, grazie alla segretezza degli atti, anche la mafia internazionale che ha una grandissima liquidità potrà parteciparvi e porre quindi le basi per un controllo dei governi indebitati col fondo); il fondo avrà altresì facoltà di impiegare i soldi estorti ai cittadini, in operazioni di mercato (anche speculando) con la possibilità di perderli (mi chiedo se questo non è uno dei veri scopi dell'operazione).
Infine faccio presente che al momento il fondo (nel quale noi abbiamo versato fior di miliardi) è già stato utilizzato per salvare le banche greche, spagnole e portoghesi debitrici a loro volta nei confronti delle banche tedesche; in sostanza col fondo “salva stati” si sono salvate le banche tedesche colpevoli di aver concesso crediti senza copertura!
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Lasciando a Voi l'approfondimento (ed anche la verifica perché no) di quanto da me sinteticamente sin qui trattato, partendo dalla lettura e comprensione delle leggi di cui ho anche fornito i link ufficiali, attendo con ansia ulteriori ratifiche di trattati ed accordi (come fondo di redenzione europeo e unione bancaria europea) non ancora ratificati dai nostri "dipendenti del palazzo" e che quindi provo a riassumere in breve qui appresso.
Il Fondo Europeo di Redenzione, approvato in sede di Parlamento Europeo il 13 Giugno 2013, prevede tra le altre cose:
- il commissariamento degli stati aderenti che quindi dovrebbero attuare le politiche imposte dalle autorità europee e sottoporre per l'approvazione il proprio piano di ripresa;
- il pignoramento delle entrate fiscali, la cessione delle riserve auree e la cessione delle riserve di valuta straniera al fine di ridurre il debito eccessivo.
Non serve ulteriore commento, salvo evidenziare il fatto che a causa delle regole europee, imposte sostanzialmente dalla Germania, gli Stati del sud Europa sono entrati in una spirale depressiva e che ulteriori misure (sempre imposte dalla Germania) vendute come la soluzione ai loro problemi (che prima di entrare nell'Euro non avevano), finiranno per renderli delle colonie.
L'Unione Bancaria Europea, ancora da definire sottoforma di trattato, presenta due aspetti da attenzionare. Il primo riguarda la possibilità di veder passare le banche Italiane in difficoltà nelle mani di quelle straniere attraverso le previste "ristrutturazioni" che, come la storia dell'Unione Monetaria Europea ci insegna, altro non sono che acquisizioni a prezzi stracciati di realtà economiche in difficoltà; il secondo riguarda la possibilità che per salvare le banche in difficoltà si potrà far ricorso anche ai depositi in essa contenuti. In questo caso mi limiterò ad una considerazione riguardante le due principali ragioni per cui molte banche italiane sono entrate in crisi. La prima riguarda l'abolizione della legislazione bancaria del 1936 che teneva separate le attività delle banche commerciali (che svolgevano operazioni ordinarie al servizio di famiglie ed imprese) da quelle delle banche d'affari (che svolgevano operazioni speculative) generata dal testo unico bancario del 1993 di Mario Draghi (!); per effetto di tale abrogazione le banche che poterono effettuare operazioni in entrambi i sensi sono spesso incappate una dopo l'altra in operazioni rischiose che le hanno travolte e fatte preda di altre banche (spesso straniere) di maggiori dimensioni. La seconda riguarda la crisi del debito privato (di famiglie ed imprese) generata dall'introduzione dei cambi fissi in Europa dal 1997 (questo aspetto meriterebbe da solo un apposito articolo). Detto ciò, per meglio capire l'assurdità delle regole in preparazione riguardanti l'Unione Bancaria Europea, occorre semplicemente analizzare le misure che praticherebbe uno Stato sovrano in caso di salvataggio di una banca ovvero, oltre a ripristinare la divisione tra banche commerciali e banche d'affari, predisporrebbe il salvataggio della banca in difficoltà con conseguente nazionalizzazione salvaguardando così i risparmi dei correntisti, i posti di lavoro degli impiegati e conservando all'interno dell'economia nazionale i futuri utili della banca salvata. Vi sembra che la via europea fatta di ristrutturazioni (svendite) e prelievi a spese degli incolpevoli correntisti sia la migliore?

Conclusioni
Ratificando questi trattati i nostri "dipendenti del palazzo", nel tempo e in colpevole segreto, hanno violato molti articoli fondamentali della nostra Carta Costituzionale tra i quali:
- L’articolo 1 che recita: "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." (N.d.R.: il popolo delega i suoi rappresentanti ad esercitare la funzione sovrana di politica monetaria, non a cederla a soggetti privati);
- L’articolo 11 che recita: "L' Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizione di parità con gli altri Stati, alle limitazioni (N.d.R.: non già cessioni) di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali  rivolte a tale scopo"
- I già citati articoli 81, 97 e 119 sulle autonomie locali
e facendolo ci hanno condannato ad una vita di schiavitù nei confronti degli "intoccabili" della BCE del MES e dell'Eurogendfor.
Questi atti subdoli che stanno sottomettendo ed uccidendo, portandole alla rovina, imprese e famiglie, vigliaccamente approvati senza alcun coinvolgimento della cittadinanza, rappresentano un crimine contro l'umanità perpetrato con mezzi finanziari e sono paragonabili alla conquista di una nazione fatta con armi convenzionali. I responsabili, che siano politici o burocrati, che ne hanno reso possibile l'attuazione dovranno essere giudicati e condannati per questo.
Una nota di speranza è rappresentata dal fatto che tutti questi atti di cessione della sovranità, proprio per la ragione di cui al precedente periodo, sono illegittimi e quindi nulli in quanto, per la Costituzione Italiana, il Popolo esercita la sua sovranità tramite il parlamento (che non ha nessun potere di cederla) e non tramite la Commissione Europea o la Banca Centrale Europea.
Ora, in un periodo storico dove si registra un fiorire di movimenti e associazioni, voglio far presente a tutti che ogni nuova idea politica tesa a sovvertire lo status quo governato dall'attuale eurocrazia, dovrà necessariamente trarre la propria ispirazione dall'Art.1 della nostra Carta Costituzionale che torno a citare: "L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." In esso è contenuta, sin dalla sua prima stesura, ogni futura soluzione tecnica e politica necessaria per la rinascita dell'Italia (come già successo negli anni seguenti il 1947); sempre in esso ogni singola parola ha un suo inequivocabile significato e merita l'attenzione ed il rispetto dovuto al sangue degli Italiani che sono morti per vederla scritta e rispettata. Quindi ognuno di noi si chieda ogni giorno se ciò che vi è scritto ha trovato compimento e si adoperi con tutte le sue forze affinché nessuno si permetta mai di vanificarla.

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Con l'ingresso nell’Unione Europea ci hanno fatto ricadere in un moderno Medio Evo e noi abbiamo il dovere di riemergere e di essere protagonisti di un ancor più moderno Rinascimento!
Nel Rinascimento e con l'umanesimo si affermò la dignità degli esseri umani, quindi riprendiamoci la nostra dignità ed iniziamo (o continuiamo) con lo studio della storia e soprattutto dell'economia
Per ora ... buon Medio Evo a tutti.


domenica 22 aprile 2012

Basta poco

Perugia, 22 Aprile 2012

< Come liberarci dalla morsa del debito >

Sono decenni che ci sentiamo dire che il nostro paese è strangolato dal debito pubblico e sempre da decenni siamo costretti a pagare tasse inique, per poter far fronte agli interessi sullo stesso.
Ma questo enorme debito la nostra nazione con chi ce l'ha? Semplice, con il sistema bancario privato internazionale rappresentato dalle banche che speculano nei mercati! E sì proprio con le banche che detengono l'esclusiva dell'emissione della moneta e che la prestano ai governi in cambio dei titoli di Stato! Le banche centrali (private e di proprietà delle banche commerciali e d'affari) prestano infatti i soldi, a suon d’iteressi,  ai governi che sono costretti ad emettere titoli di debito per avere disponibilità di denaro e non contente poi speculano su tali titoli aggravando la situazione economica dello stato con dirette conseguenze nelle tasche dei cittadini.
Ma com'è possibile che gli Stati non possano emettere direttamente la propria moneta invece che indebitarsi per ottenerla?! Semplice, chi prova a liberare uno Stato dalla dipendenza dalla elite di banchieri internazionali che gestiscono l'emissione della moneta ... “casualmente” muore. La storia infatti ci insegna che qualsiasi governante (da Giulio Cesare a Gheddafi, passando per Lincoln e J. F. Kennedy) o poco prima o subito dopo aver messo a punto una politica monetaria di indipendenza dai banchieri attraverso l'emissione diretta della moneta da parte dello Stato è morto e chi lo ha succeduto ha puntualmente ritirato i provvedimenti e tutta la moneta di Stato emessi dal predecessore. Anche nella recente storia Italiana si è verificato questo ricorso storico quando dal 1966 vennero emesse direttamente dallo Stato attraverso il Poligrafico dello Stato le banconote da 500 Lire con la dicitura "biglietto di Stato a corso legale" e nei periodi successivi si è sviluppata la strategia della tensione caratterizzata da due attentati proprio a due banche a partecipazione statale e dalla morte di uno statista del calibro di Aldo Moro.
Lasciando agli investigatori ed agli storici la ricerca della verità e delle prove riguardanti questi collegamenti tra eventi tanto sospetti quanto frequenti nella storia delle Nazioni, quello che mi interessa è mettere a fuoco alcuni semplici fatti:
1)      Lo Stato non può emettere direttamente la moneta necessaria alle esigenze dei cittadini, ma può unicamente emettere titoli di debito per ottenere il denaro, ovviamente in prestito, da entità private come le banche centrali il cui unico scopo è il profitto
2)      I titoli di stato, successivamente alla loro emissione, vengono immessi nel mercato attraverso le banche e fagocitati dagli speculatori che così possono determinare le sorti delle Nazioni di fatto con essi indebitate (significative in proposito sono le  fluttuazioni dello “spread”)
3)      La moneta emessa dalla banca centrale viene direttamente versata nelle casse delle banche commerciali e d’affari (proprietarie della stessa banca centrale) le quali a loro volta la investono in operazioni di speculazione sui titoli di stato incassando fior di quattrini in termini di interessi
4)      Imprese e cittadini, oltre a non poter accedere a questa linea di credito, per effetto delle disposizioni imposte dal sistema bancario attraverso trattati criminali come quello di Basilea, devono sostenere i costi di queste operazioni pagando con le tasse gli interessi che lo stato garantisce all’atto dell’emissione dei titoli
Tutte queste aberrazioni possono essere superate attraverso una serie di provvedimenti, più o meno immediati e più o meno gravi che vanno:
- dalla separazione tra banche commerciali e d’affari (capace di impedire alle banche commerciali di speculare nei mercati costringendole a tornare a fare il vero servizio pubblico per cui erano sorte),
- alla nazionalizzazione della Banca Centrale Italiana che dovrà emettere moneta per conto dello Stato e dei cittadini,
- alla messa a punto di un sistema di gestione del patrimonio pubblico (senza ulteriori dismissioni a prezzi stracciati) che garantisca il debito pubblico togliendolo (di fatto) dal bilancio dello stato,
- fino ad arrivare alla nostra uscita dal sistema Euro che attraverso assurde e criminali politiche sta riducendo il nostro paese alla rovina.
Comunque vada, al di là delle varie teorie economiche e monetarie, l'Italia, per uscire da questa estrema situazione di crisi che porterà alla rovina ed alla morte di molti dei suoi cittadini dovrà riprendere la propria sovranità monetaria.
E’ inconcepibile che:
a) lo Stato quando ha bisogno di soldi li deve prendere in prestito da dei banchieri privati il cui unico scopo è il profitto
b)  i cittadini paghino le tasse per far fronte al debito dello Stato nei confronti di pochi speculatori e non per i servizi che lo Stato gli dovrebbe garantire.
Simone Boemio

sabato 25 febbraio 2012

La grande Alleanza

Perugia, 25 Febbraio 2012

<Come conseguire una maggior efficacia nella diffusione delle libere idee contro la neo-dittatura europea di banche e mercati.>

E' un dato di fatto che siamo in piena instaurazione di una dittatura che opera esautorando gli stati e le loro costituzioni, come è un dato storico quello che per abbattere le dittature occorre utilizzare i loro stessi mezzi, quindi per semplificare: quando le dittature "tradizionali" usavano la forza come principale mezzo di sottomissione della popolazione, quest'ultima, usando appunto la forza, le ha sempre rovesciate.
Ora la dittatura, che si sta profilando in Europa, è quella dei banchieri e finanzieri internazionali (definiti elite) che operano su due fronti molto più subdoli della semplice e ben individuabile forza bruta: la sottomissione della politica per mezzo dell’azione dei lobbisti e soprattutto l’assoggettamento delle genti grazie al controllo di case editrici, giornali e soprattutto delle televisioni. Questa nuova forma di dittatura usa quindi essenzialmente i media per plagiare e successivamente dominare i cittadini che, non avendo alcuna influenza sui grandi mezzi di comunicazione di massa, non possono praticamente nulla per rovesciare alcunché.
Sappiamo tutti che lo scopo finale di tutto ciò è quello di togliere sovranità ai popoli tramite strutture sovranazionali e dominarli mediante la pulsione all’acquisto generata della pubblicità e soprattutto a mezzo della pressione fiscale, ciò senza che essi possano accorgersi di nulla ed anzi rendendoli convinti della necessità di certi prodotti o di certe misure di austerità.
Per rimanere in Italia, la situazione odierna vede una elite non eletta al potere, legata a doppio filo col mondo bancario e della finanza responsabile della crisi mondiale attuale, capace di fare e disfare contro la nostra volontà ed in contrasto col nostro interesse. A causa di tutto questo la gente si riunisce in gruppi e movimenti, ma non riuscendo a far fronte comune, di fatto fa il gioco della elite oligarchica che ci vuole divisi per poter imperare e che ci “concede” questa fisiologica libertà di sfogo, consapevole che non ne nascerà mai nulla di pericoloso per i loro profitti.
Esistono decine di movimenti e gruppi in rete che sembrano non avere alcun interesse ad unirsi; esistono soprattutto centinaia di migliaia di Italiani che se la passano veramente male; l'unica cosa che potrebbe unire tutti (al momento) è il sistema mass-mediatico che però è controllato proprio dalla elite che si vorrebbe ridurre all’impotenza e che ci ha ridotti in questo stato.
In futuro, quando anche qui in Italia non ci sarà possibilità di mangiare e curarsi, allora forse ci sveglieremo, ma sarà una lotta impari alla quale l'elite si sta già preparando (vedi eurogendfor).
Quindi per sovvertire la situazione la gente comune dovrà, prima possibile, conquistare i media principali ora controllati (se non addirittura posseduti) della elite stessa.
I mass-media, identificabili principalmente nelle televisioni nazionali, rappresentano l'unico mezzo per fermare questa fase di instaurazione dittatoriale.
E’ diventato fondamentale far circolare le idee tramite tali mezzi di comunicazione di massa, dato che purtroppo la rete risulta inadeguata. Infatti essa è dispersiva, è composta da troppe pagine e di ogni genere, molte notizie che vi circolano risultano incontrollate, per cui la gente non riesce a darle l'attendibilità che (a torto) attribuisce a tv e giornali.
Inoltre la rete ha un numero di utenti ed un’efficacia molto minori rispetto ai mass-media tradizionali che con un colpo solo possono raggiungere milioni di spettatori; per questo, fin quando affideremo la nostra azione esclusivamente ad internet, non potremo mai sperare di coinvolgere una massa critica di cittadini sufficiente a rovesciare lo status quo.
Allo stato attuale, perché sia utile, la rete potrà prestarsi a questa duplice finalità: per primo unire in una “grande alleanza” gli appartenenti ai vari blog e gruppi affinché facciano fronte comune e per secondo essere usata dai leader di questi piccoli centri di informazione come rampa per lanciarsi nei veri mezzi di comunicazione di massa, ovvero le televisioni nazionali in prima serata - penso a programmi come "Report", "L'Ultima Parola" o anche come "Le Jene" più adatte ad un pubblico giovane.
Occorre per questo fondare tale “grande alleanza” tra liberi pensatori, unire le forze di tutti i movimenti e gruppi per ottenere una maggiore eco e conquistare la giusta visibilità lottando per un “posto in prima fila di fronte alle telecamere".
A chi si chiede come, posso solamente dire che l’organizzazione di tutto ciò non spetta certamente a noi, poche migliaia di semplici utenti internauti (gira e rigira siamo sempre gli stessi), che non abbiamo alcun modo di accedere da protagonisti agli studi televisivi.
Questo è un impegno che debbono assumersi i maggiori bloggers, amministratori, opinionisti, leader, giornalisti, scrittori e professionisti del diritto e dell’economia – purché sinceri e disinteressati - sia presenti in rete che infiltrati nelle televisioni e nei giornali. Serve sicuramente che tutti questi personaggi (che lo vogliano o no sono oramai da dichiarare pubblici) si uniscano per avere la forza di "sfondare in tv" abbandonando origini, diversità, personalismi e facendo leva sulle cause comuni (come ad esempio il ritorno ad una Moneta di proprietà dei cittadini prodotta e garantita dagli Stati).
Esistono già validi esempi di interventi televisivi da parte di personalità nate in rete che, se lasciate sole divise ed in seconda serata, non potranno mai far cambiare la testa agli Italiani uniformati nel pensiero da TV giornali e libri di testo asserviti al potere.
Ciò rappresenterebbe un inizio per sperare di cambiare la situazione ed è l'unico modo per raggiungere con le nostre idee, la maggioranza dei cittadini nel più breve tempo possibile; a meno che non ci inventiamo un colpo di stato.
Affido quindi tale responsabilità ai maggiori blogger ed amministratori, ai leader carismatici ed ai professionisti di informazione, economia e diritto, perchè è ora che inizino a collaborare tra di loro, seppellendo diversità, origini politiche e protagonismi, alleandosi su quanto hanno in comune, con lo scopo di apparire nei maggiori network compatti senza perniciose divisioni di sorta.
E questo prima di subito, prima del crollo stile Grecia (tanto per esser chiaro), senza se e senza ma.
Nel caso tali personalità non dovessero dare seguito a questo mio appello, si paleserebbe solamente la loro voglia di protagonismo. In questo caso noi, comuni internauti che più volte ci hanno appellato “complottisti”, ci sentiremo presi in giro, li considereremo alla stregua dei politici italiani e ne trarremo sicuramente le dovute conseguenze.
Scrivo tutto ciò, lontano da ogni polemica e preoccupato dell’immobilismo italiano, per stimolare un serio ed immediato dibattito al quale non mi sottrarrò e verso il quale metterò a disposizione il mio intelletto e le mie capacità con lo scopo di raggiungere l’auspicata “grande alleanza” tra le parti onestamente interessate a diffondere verità ed idee di giustizia e libertà presso il grande pubblico.
Mi appresto a pubblicare questo appello periodicamente in ogni sito o pagina di mia conoscenza.
Forza e coraggio a tutti.
Simone Boemio