mercoledì 17 settembre 2014

Riparte la propaganda. E noi cosa facciamo? Clicchiamo “Mi piace”?

Scritto per Ego della rete


E’ il pomeriggio di domenica 14 Settembre 2014 quando, in pieno centro storico a Perugia, due iniziative, purtroppo destinate a sicuro successo, offrono, al pubblico che ignora, parole ed immagini provenienti da schieramenti politici solo apparentemente contrastanti, ma tendenti ad un solo scopo.
A dieci metri l’una dall’altra due fazioni solo formalmente opposte si schierano, sotto la sede del PD, per rassicurare i propri sostenitori, pur avendo intenzioni lontane dai loro interessi.

Da un lato il quotidiano Repubblica che deturpa la visuale dello splendido Corso Vannucci con innumerevoli pannelli 70x100 dei suoi quasi quarant’anni di prime pagine piene di retorica e menzogne liberiste mascherate col più becero progressismo. 

Dall’altro, un po’ più nascosto e per pochi intimi all’interno del teatro Pavone, l’attuale paladino del liberismo, l’erede compassato di Berlusconi, il Dr Corrado Passera si autocandida a premier al grido “fuori lo Stato dall’economia” di fronte ad una platea dimentica e disinformata ed a quattro inutili giornalisti adoranti.

Entrambe le iniziative, ai meno avveduti, potrebbero apparire semplici operazioni pubblicitarie; la prima: un pacchiano sfoggio di immagine; la seconda: la presentazione  di un libro (con tanto di banchetto all’ingresso).
Ai più informati invece tutto ciò dà motivo di allarme; non è un mistero che Repubblica sta sostenendo l’intervento della troika in Italia finalizzato allo smembramento dello Stato, come non è un mistero che il Dr Passera faccia parte di quella èlite che sbava al pensiero di impossessarsi delle aziende di Stato che rappresentano una indiscutibile ricchezza per tutti noi.
Non è questo il post adatto a dare una attenta definizione di Sovranisti e di Globalisti, ma noi “sovranisti”, che ben sappiamo che la sovranità non si esaurisce con la semplice partecipazione al voto dei cittadini, siamo più preparati a leggere tra le righe e risulta quantomeno difficoltoso prenderci per i fondelli. Sta quindi a noi contrastare quelli che da più parti vengono definiti “globalisti”.
Oggi ed in futuro il confronto è e sarà sempre più evidente e aspro tra queste due forze contrapposte e rimandando ad altri articoli la trattazione di ciò che significa per i diritti dei cittadini avere uno Stato forte e quanto questo attualmente risulti esautorato per effetto della vittoria della globalizzazione e del liberismo di cui la massima espressione sono i trattati europei (con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti), vorrei soffermarmi sull’aspetto dell’azione politica.

Come possiamo facilmente constatare, ogni giorno le forze liberiste dalle loro tv e giornali, stanno compiendo un vero e proprio assalto alle pigre menti dei cittadini; non c’è notiziario o talk, quotidiano o periodico, che non ci dica quanto siamo incapaci e quanto abbiamo bisogno di un vincolo esterno che ci conduca lungo la “retta via” invisibilmente tracciata dai loro padroni a discapito di famiglie e lavoratori.
Gli unici che tentano a fatica e con scarsità di mezzi di ricordare agli Italiani che sono un grande popolo in grado di uscire (distrutto) da una guerra mondiale ed in trenta anni divenire una potenza economica mondiale, che tentano di spiegare agli Italiani che la soluzione a questa terribile situazione è già stata scritta e praticata con successo e si chiama “Costituzione della Repubblica Italiana”, che tentano di mettere in evidenza che quella che stiamo subendo è una vera e propria guerra combattuta con le armi dell’economia piuttosto che con quelle tradizionali (ma con gli stessi effetti), siamo noi sovranisti.

Ora, di quali forze disponiamo? Quali mezzi abbiamo per fare la nostra parte? Come pensiamo di ottenere i numeri necessari a darci la meritata visibilità? Questo è il punto in questione di questo mio pezzo.
Per alcuni di noi, il mezzo principale di diffusione delle idee e di ricerca di nuovi sostenitori a nostra disposizione è quello offerto dai “social”, che però hanno un piccolo difetto: sono posseduti proprio dal grande capitale che tentiamo di arginare e proprio per questo, a me personalmente, appaiono come un’”arma di distrazione di massa”.
Pensateci bene, chi è presente, per esempio, su Facebook?
A parte una piccola minoranza di donne e uomini coscienti e desiderosi di sapere (che tra l’altro già si conoscono più o meno tutti tra di loro – siamo sempre gli stessi da anni), il sopracitato social è frequentato soprattutto da: frustrati e non con voglia di protagonismo, “bimbiminkia” che cazzeggiano pur di non leggere qualche libro, insoddisfatti che cercano avventure,  malati di dipendenza dal computer e, quando va bene, da gente normale che vuol restare in contatto con parenti ed amici lontani.
Secondo voi quanti di questi pseudo “amici” (odio questo modo ingannevole di appellare le conoscenze che si fanno su FB) possono essere interessati alle battaglie che giornalmente affrontiamo spesso sottraendo tempo e risorse alla nostra vita familiare ed al nostro lavoro?
Secondo voi quanto sono efficaci i “mi piace” (esprimo anche in questo caso il mio odio per questo insulso modo di esprimersi in FB) e le interminabili polemiche con sconosciuti di cui non sappiamo nulla?
Secondo voi quante volte si accendono tali perniciose polemiche su quella piattaforma (frutto tra l’altro della peggior cultura americana) solamente perché è avvenuto una travisamento che non avrebbe potuto aver luogo in caso di colloquio de visu? L’esempio estremo di ciò è offerto dall’altro social che va per la maggiore: Twitter, che affida all’utente 140 caratteri per esprimersi entro i quali, capacità di sintesi o no, si devono contenere concetti più o meno complessi!
Nel proporvi tali quesiti esprimo tutto il mio timore riguardante la reale possibilità che molti (in buona fede, armati di volontà e magari con spirito di sacrificio) si stiano impegnando in una azione quotidiana che sottrae loro risorse e tempo utilizzabili con maggiore efficacia.
Nulla avendo contro chi usa Facebook o Twitter in generale o per esprimere la propria militanza, sostengo che tali mezzi dovrebbero servire principalmente per pubblicizzare iniziative e documenti prodotti durante un confronto diretto tra le persone.

Consapevole del fatto che i percorsi di ciascuno possono prendere vie dissimili, voglio comunque testimoniare che il mio ingresso nell’ARS ha seguito le seguenti tappe: per primo sono venuto a conoscenza dell’Associazione perché circolavano in internet - e non FB – principalmente video ed anche post scritti dei suoi soci; dopo aver comunicato per e-mail con uno dei suoi dirigenti, mi sono informato presso il sito ufficiale ed ho letto, e fatto mio, il documento di analisi e proposte (cosa che dovrebbe essere richiesta ad ogni nuovo iscritto quale conferma della completa adesione), infine mi sono iscritto unicamente dopo aver conosciuto il suo “genitore”.
Racconto questo perché mi sembra che l’azione di “proselitismo” condotta tramite i social e non conoscendo di persona i nuovi arrivati – un po’ alla maniera del M5S (!) – potrebbe potenzialmente portare al nostro interno “di tutto e di più”: spostati, finti sovranisti che vogliono spaccare il nostro fronte e quant’altro, mentre sono necessarie buone doti di attore per poter ingannare durante un franco ed aperto colloquio di persona con i responsabili locali.
Quindi, affrontate le problematiche riguardanti i social, provo a “buttare là” alcuni spunti a chi volesse tentare una strada diversa, a mio avviso più efficace, più umanizzante e che, per tutto ciò, finirà anche di rendere piacevole la propria militanza che, non dimentichiamo, è in favore di tutti noi.
Premettendo che, a mio avviso, ogni azione di diffusione delle idee che si intende intraprendere dovrà necessariamente essere comunque commisurata alle capacità e disponibilità di ciascuno di noi – un attivista disinformato, frettoloso, sgarbato o che usi un linguaggio lontano dal suo interlocutore, rischia di fare danni allontanandolo e indisponendolo – passo a descrivere quelle che, io personalmente, individuo come le azioni più efficaci che ciascun sovranista potrebbe (arriverei a dire dovrebbe) compiere appunto in base alle proprie peculiarità ed al proprio ruolo.
Prima fra tutte le azioni è quella giornaliera, fatta di dialogo all’interno delle proprie famiglie, nei luoghi di lavoro, nei bar, negli spogliatoi, ecc., in ogni luogo pubblico ed in ogni momento della giornata; a costo di apparire monotematici, ma con garbo, dovremmo far si che chiunque ci frequenti riceva regolarmente argomenti ed input che smascherino la potente e menzognera  opera massmediatica.
La seconda azione, dovrebbe vederci impegnati ad organizzare gazebo e volantinaggi nelle nostre città – con meno frequenza della prima considerato l’impegno anche economico necessario; ciò aiuterebbe alla diffusione delle idee nei confronti di chi magari è già stato sensibilizzato in altro modo, ma che “non si fida” al 100%, di chi lo ha introdotto al tema; questo, inoltre, porterebbe il pubblico a conoscere e successivamente a riconoscere il simbolo dell’associazione a cui apparteniamo.
La terza azione, ancor più impegnativa, ma di sicura presa, è quella di organizzare nei capoluoghi eventi o semplici occasioni di confronto con conoscenti ed amici, possibilmente ospitando membri autorevoli della propria organizzazione e (volendo e potendo) esperti in materia macroeconomica e costituzionale; l’impiego di telecamere e la successiva pubblicazione dei video saranno di sicuro immediato effetto nei confronti di chi ha trovato in internet un modo alternativo di informarsi.
La quarta, è quella di scrivere in un blog o come ospiti o come titolari del proprio; questa azione, da intraprendere in funzione della propria disponibilità di tempo e delle proprie capacità, oltre a contribuire alla diffusione delle idee, da modo a ciascuno di “fermare” dei concetti appresi o intuizioni venute a seguito di una notizia ed a verificarne la validità col passare del tempo.
La quinta la riservo agli “ideologi” ed ai “leader” che meritino tale appellativo, che hanno autorevolezza, conoscenze e capacità espressive appunto da leader: la pubblicazione di saggi o libri; una iniziativa del genere darebbe sicura rilevanza nazionale alla propria organizzazione ed a tutto il movimento sovranista.
La sesta è altrettanto importante ed è finalizzata all’avere ottimi e proficui rapporti con altre organizzazioni sovraniste, anche di matrice diversa dalla propria, con le quali ci si deve necessariamente confrontare per avere una qualche possibilità di successo; questa azione dovrebbe essere coordinata dai leader e dai dirigenti di tutte le associazioni o movimenti sovranisti, presenziando ed intervenendo agli eventi altrui, tessendo legami ed amicizie con i leader e dirigenti organizzatori; isolarsi, arroccarsi, è deleterio e dà una pessima immagine di sé e di conseguenza della propria organizzazione.
Sono consapevole che ciò che propongo non è nelle corde e nelle possibilità di tutti, ma siamo sotto attacco e tutti dovremmo sentire il dovere di agire, sia pur con la scarsità di mezzi a nostra disposizione, secondo le nostre massime possibilità, per il bene delle nostre famiglie, per mantenere o riottenere la dignità derivante dal lavoro, per riconquistare la sovranità che spetta al Popolo Italiano.
Tutto ciò, con pazienza e tenacia, fino a quando i media non saranno costretti dagli eventi ad occuparsi di noi!

P.S. (a proposito del Dr Passera):
Attenzione: corre voce che tra i suoi principali sostenitori ci sia qualcuno che intende usare fraudolentemente il termine “sovranità” come argomento elettorale nonostante la propria supina rassegnazione alle logiche globaliste. Occhio noi ... ma anche loro!

lunedì 25 agosto 2014

Mi è stato detto "sei un coglione"!!!


come trovarsi nel mito della caverna in chiave moderna

E' chiaro il pensiero di quei poveri ignoranti piccolo-borghesucci che hanno risparmiato qualche misero spicciolo (sul come si dovrebbe aprire un bel discorso) ed ora temono per le sorti che i loro averi potrebbero subire a causa della futura inevitabile uscita dall'euro.

A causa della loro ignoranza ed incapacità di ascoltare (figuriamoci di leggere) qualcuno che gli spiega ciò che i media asserviti non narrano, verranno fagocitati in un vortice recessivo che distruggerà il loro lavoro e verranno depauperati da un crescendo di tasse naturale nel sistema liberista per eccellenza: l'eurozona.

Non sanno che proprio questo sistema è costruito appositamente ai fini del loro impoverimento, ma quel che è peggio si rifiutano di ascoltare le voci fuori dal coro che potrebbero aiutarli a mantenere lavoro e famiglia. Infatti costoro, credendo di difendere le loro miserie, si permettono persino di inveire ed insultare chi si è preso la briga di studiare i trattati europei un minimo indispensabile di macroeconomia e la Storia.

E' giusto quindi che la loro ignoranza indotta dalla loro stessa incapacità di leggere qualcosa di diverso da repubblica (quei pochi capaci di leggere, va da sè) li porti alla miseria proprio per merito del regime di tassazione e dei tassi di disoccupazione imposti dal sistema oligarchico instauratosi con l'avvento della Unione Europea, scalzando la nostra democrazia.

Usati come servi ed al contempo ignari finanziatori dall'attuale regime, verranno trattati come meritano anche da chi, come me, spende tutto se stesso per ribellarsi allo status quo e che in futuro si godrà i frutti della propria militanza.

In conclusione a costoro dedico un paio di pensieri, prima di lasciarli alle loro sciatte vite:
capre ignoranti che non siete altro, sappiate che più dovrò subire ora i vostri latrati in difesa di ciò che vi rovinerà e più godrò del vostro fallimento.
Mi auguro una accelerazione delle politiche di austerità imposte ai nostri governi fantoccio, per un duplice motivo:
vedervi quanto prima con le pezze al culo, mendicanti alla mia porta;
e, cosa più importante, assistere all'accelerazione della protesta di chi, magrado voi, ha voluto capire.

Simone Boemio

sabato 21 giugno 2014

Siamo in guerra

Tanti anni fa, in tempo di guerra, un padre di famiglia decise che non era il caso di allarmarsi per l'imminente invasione nemica.
Lui pensò che sarebbe stato meglio attendere che il peggio passasse; pensò anche che al momento giusto, se non avesse preso parte alla resistenza, sarebbe stato più facile ottenere i favori del vincente; arrivò anche a pensare che se governati da stranieri per lui sarebbe stato meglio.
Forte di questa sua convinzione decise di continuare come se niente fosse.
Al bar si lamentava della scarsità di risorse per cibare sua moglie e sua figlia e dava la colpa al proprio Stato, a suo dire, incapace; non si rendeva conto che lo Stato semplicemente non poteva più garantire i diritti dei cittadini a causa della guerra, una guerra dichiarata da altri.
Si era completamente dimenticato di quanto lo Stato aveva fatto per lui e la sua famiglia, di come grazie ai servizi ed alle garanzie offerte dal suo Stato, qualche tempo prima, avesse potuto far nascere, crescere, curare e far studiare la sua meravigliosa figlia; ora vedeva solamente i disservizi senza soffermarsi sulle cause e se qualcuno gli faceva notare che questi dipendevano dalla guerra, lui ribatteva che la guerra sarebbe stata una liberazione e che tutto dipendeva invece da sprechi e corruzione, affermava con convinzione che prima fosse avvenuta l'invasione e prima si sarebbero risolti tutti i problemi.
Intanto sua figlia non stava bene e lui non riusciva a curarla, sua moglie era diventata l'ombra di se stessa per la scarsità di cibo.
Un giorno, come al solito, si recò presso il fiume per andare a pesca. Lontano si sentivano esplosioni e grida; pensò: ecco ci hanno liberati! Il suo volto si illuminò per la contentezza.
Con calma prese le canne e quel poco pesce che era riuscito a pescare e colmo di speranza si avviò verso casa. Lungo la strada scoprì un eccidio; pensò: guarda questi stupidi, invece che resistere potevano fare come me!
Una volta a casa trovò il portone socchiuso; entrò; la casa era devastata, saccheggiata; avevano lasciato solamente le televisione. La sua faccia cambiò espressione; chiamò sua moglie ... non ebbe risposta; chiamò sua figlia ... niente.
Preoccupato, il volto teso, cominciò a cercarle per la casa.
Le trovò ...
... con le ossa fratturate ... in una pozza di sangue ... nude ... con le gambe divaricate.

I pesci li aveva ancora con se, la televisione era accesa e qualcuno inneggiava alla liberazione.


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Siamo in guerra
Ci hanno dichiarato guerra e la stiamo perdendo malamente
Non ci sono i morti da mitraglia, ma suicidi per disperazione
Non ci sono case distrutte dai bombardamenti, ma case pignorate
Non ci sono fabbriche ferme per mancanza di operai andati tutti al fronte, ma per mancanza di lavoro
La giustizia ed ogni segno della civiltà sono sospesi
C'è tanta povertà come mai in tempo di pace

Siamo in guerra
Una guerra subdola, che non si fa notare
I nostri nemici ci stanno massacrando con lentezza con le armi dell'economia

Noi dobbiamo difenderci
Noi abbiamo il dovere di difendere le nostre famiglie ed il nostro lavoro

Non ci sono scuse
Gli indecisi che cercano pretesti per chiamarsi fuori
Gli opportunisti che aspettano per saltare sul carro del vincitore
Gli alleati che cercano lo scontro su dettagli ora irrilevanti
Sono dei vigliacchi e dovranno assumersi la responsabilità del protrarsi di questa guerra che distrugge le famiglie

Simone Boemio

venerdì 6 giugno 2014

Hei tu, rivoluzionario




Hei tu, rivoluzionario
Lo sai che quelli contro cui ce l'hai tanto, approfittano della tua sedentarietà?
Lo sai che quelli che alimentano la tua rabbia, godono nell'immaginarti furioso mentre picchi le tue dita sulla tastiera?
Lo sai che quelli che umiliano te ed i tuoi cari costretti a sperare, guadagnano dalla tua frustrazione?

Hei tu, rivoluzionario
Per quanto tempo sei disposto ad accettare la tua sudditanza?
Per quanto tempo sei disposto ad accettare la tua dipendenza dagli altri?
Per quanto tempo sei disposto ad accettare le tue miserie?

Hei tu, rivoluzionario
Che ne dici di fare qualcosa?
Che ne dici di rinunciare a qualcosa che solo apparentemente senti tuo?
Che ne dici di unirti ad altri così acquistando forza e consapevolezza?
Che ne dici di contare qualcosa invece di essere un nulla che picchia una tastiera?

Hei tu, rivoluzionario
Ti hanno mai detto che in Italia la soluzione è già pronta?
Ti hanno mai detto che in Italia la soluzione è già stata scritta?
Ti hanno mai detto che in Italia la soluzione è già stata applicata con successo?



Simone ArticoloUno Boemio

sabato 3 maggio 2014

Il dibattito italiano "€uro si €uro no" è una farsa, una semplificazione e come tutte le semplificazioni è inefficace


L'eurozona si dissolverà comunque come, nella storia, si sono dissolte tutte le le unioni monetarie tra aree con economie, territori, legislazioni e culture diverse, non opportunamente sorrette da automatici trasferimenti di risorse dalle regioni più avanzate a quelle più arretrate. Nell'eurozona tali trasferimenti sono vietati proprio dai trattati internazionali da cui trae origine (vedi Artt.123,124,125 del consolidato di Lisbona), trattati profondamente intrisi dall'ideologia liberista e dall'apologia della concorrenza, trattati imposti da Stati che, grazie ad essi, hanno visto accrescere la loro potenza economica a danno degli altri e che ora neanche si sognano di metter mano ad una riforma federale dell'Unione Europea.
L'eurozona si dissolverà comunque vada la campagna anti euro in Italia e lo potrà fare unicamente per effetto dello smembramento dell'Unione Europea.
Non è serio in questo momento prevedere come ciò accadrà, se democraticamente per volere dei cittadini, se concordemente tra gli Stati, se unilateralmente "dall'alto" o "dal basso", se per effetto delle proteste e degli scontri di piazza e se (e non è assolutamente escluso) per effetto di un conflitto armato - questi sono gli scenari che la storia ci narra; certo è che dobbiamo prepararci ed adoperarci che un tale progetto non abbia mai più a compiersi; perchè gli orrori determinati dalle "annessioni monetarie" non si verifichino più, è necessario che la gente comprenda ciò che le ha generate.
La gran parte degli Italiani, non conosce ne' la storia ne' tantomeno la macroeconomia, questo è un dato di fatto dovuto tanto alla loro diretta responsabilità quanto a quella dei loro governanti, quindi un'informazione corretta sugli effetti dell'Euro e sui benefici immediati ed a lungo termine dell'uscita italiana da questo mostro della storia è sicuramente necessario, ma concentrarsi sulla pistola fumante rappresentata dalla moneta unica non è centrale quanto parlare dell'oligarchia che la detiene (l'Unione Europea) e degli scopi di chi la arma costantemente (i grandi gruppi finanziari mondiali).
I trattati internazionali ratificati ed in via di ratifica, le leggi approvate ed in approvazione da parte dei nostri dipendenti del palazzo al grido "ce lo chiede l'Europa" e senza un preventivo democratico coinvolgimento dei cittadini che ne subiscono e subiranno le conseguenze (come il MES, il Fiscal Compact, il Pareggio di Bilancio, l'Eurogendfor, il prossimo Fondo di Redenzione Europeo e tanto altro) rappresentano il necessario letame per l'attecchimento dell'infestante rappresentato dall'imminente Partenariato tra Stati Uniti d'America e l'Unione Europea il TTIP, unico e vero scopo degli oligarchi che governano l'Unione Europea - Il recente viaggio nel Nostro Paese del presidente statunitense ne è la più chiara testimonianza (vedi dichiarazioni dell'epoca dei nostri "rappresentanti").
Tutto ciò non può essere cancellato ed evitato unicamente uscendo dall'euro; l'euro è parte dei trattati europei, dai trattati europei si può recedere in forza della "Convenzione di Vienna", ma non sarebbe legittimo dichiararsi fuori dalle disposizioni relative all’euro ed alla politica monetaria pur rimanendo nei vincoli delle altre disposizioni.
Per avere una visione più completa della questione occorre analizzare la natura della Unione Europea fondata esclusivamente sui principi unicamente crematistici espressi delle quattro libertà enunciate sin dalla sua nascita: di circolazione dei capitali, delle merci, dei servizi e delle persone e sul paragrafo tre dell'articolo tre del Trattato sull'Unione Europea - “L'Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva,”. Essa, sorta formalmente a Maastricht ma preparata dall’atto unico, ha portato a squilibri e povertà, all'odio tra nazioni ed alla rinascita dei nazionalismi e portera a sempre maggiori conflitti.
Da tutto questo la ragione per cui la vera battaglia da intraprendere e da vincere deve essere quella contro la Unione Europea che, una volta dissolta, a cascata, trascinerà con se l'euro.

Una buona notizia per gli Italiani è rappresentata dal fatto che noi abbiamo già pronta la soluzione!
La soluzione è rappresentata dalla piena applicazione della Costituzione Repubblicana del 1948.
La nostra Carta Costituzionale, nata dal sangue dei nostri nonni e dalle menti di raffinati politici di ogni estrazione, non certo "dettata dagli americani" è la risposta per ogni ricerca di soluzioni politiche al problema rappresentato dalla permanenza dell'Italia nell'Unione Europea. Essa non dimostra affatto i suoi anni, l'altissima qualità delle menti che l'hanno generata la rende tutt'oggi moderna ed efficace a metterci al riparo dagli attacchi della globalizzazione ed a valorizzare il nostro sistema paese.
La Costituzione della Repubblica Italiana è stata per anni (fino alla sua parziale esautorazione avvenuta a causa dell'adesione ai trattati europei) il faro che ha illuminato la marcia degli operosi Italiani dall'uscita dalla miseria post bellica fino a raggiungere le vette dell'economia mondiale - fino alla fine degli anni '90 le nostre "piccole" industrie avevano superato nell'export tutte quelle "grandi" degli altri partner europei. Poi tutto di un tratto con il nuovo millennio, siamo diventati improvvisamente i maiali (PIIGS) d'europa, sfaccendati, truffatori, profittatori, spreconi, mangia pizza ... ci hanno persino detto che abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità! Ricordo a tutti che dal dopo guerra alla fine degli anni '90 siamo cresciuti anche in presenza di corruzione, evasione, sprechi, dovendo acquistare le materie prime dall'estero con la "liretta", in presenza della concorrenza da parte dei paesi emergenti (la Cina già c'era, ma rappresentava sopratutto un'opportinutà di export per le nostre imprese), con l'inflazione anche a due cifre, e senza le riforme!
Quindi la Costituzione, prima degli scossoni ricevuti dal 1981 ad oggi, ha perfettamente svolto il suo ruolo di obiettivo per ogni legge dello Stato che poi ha garantito ognuno di noi all'atto della nascita, nella istruzione, nel curarci, nella propria realizzazione in un lavoro dignitoso, nella creazione della nostra famiglia e anche nella triste evenienza della morte; sopratutto, ciò che ha fatto da sfondo al "miracolo italiano", è stato il modello espresso dalla Nostra Costituzione: un modello tendente alla piena democrazia rappresentativa, al principio della redistribuzione delle risorse, all'ottenimento della giustizia sociale, alla garanzia dei diritti fondamentali dell'uomo e che pone come PRIMO VALORE QUELLO DEL LAVORO - questi tutti principi in aperto contrasto con i dettami dei trattai europei.

Il nostro impegno,
- l'impegno di tutti i Cittadini Italiani che non si sentono delle stupide cicale, che hanno compreso che l'origine dell'attuale crisi non dipende da sprechi, burocrazia, corruzione, evasione, Cina, Liretta, ecc. - sempre esistiti anche quando l'Italia era ai vertici mondiali dell'economia
- l'impegno di chi ha perso il lavoro a causa della concorrenza e della stabilità dei prezzi poste colpevolmente al vertice delle priorità dell'Unione Europea e di chi voglia capire cosa stia succedendo alle proprie finanze ed abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti,
- l'impegno di chiunque sia in grado di produrre un pensiero autonomo svincolato da ideologie e miti,
- l'impegno di chiunque non si sente rappresentato da una classe politica di traditori che ancora oggi propone soluzioni imbecilli come "il sogno di un Europa federale" o inutili come "andiamo a farci sentire in Europa"
- l'impegno di chi voglia conoscere le soluzioni a questa situazione e sia intenzionato ad agire nell'interesse proprio e dell'Italia,
- l'impegno di tutti i Cittadini Italiani fieri di esserlo e indignati dal trattamento a loro riservato da politici e giornalisti disfattisti che li definiscono come incapaci di autogovernarsi
- l'impegno di tutti quelli che hanno una propria dignità e che si ritengono traditi dalla classe politica di questi ultimi trent'anni che ha permesso l'adesione ai trattati europei ponendo la Nostra Costituzione in uno stato di esautorazione
dovrà essere quello di promuovere la Costituzione della Repubblica Italiana nella sua versione originale del 1948 ponendola in costante confronto con tutti i trattati e regolamenti europei, attraverso la militanza in associazioni e movimenti sovranisti che ritengono l'Articolo Uno della Carta Costituzionale "L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul Lavoro. La Sovranità appartiene al Popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione" l'obiettivo principale della loro azione politica.
Il primo scopo è quello ricreare una coscienza comune positiva negli Italiani, una identità ed uno stato mentale capace di renderli liberi dal condizionamento generato dalle veline di regime pubblicate acriticamente dal sistema mediatico servo e collaborazionista.
Il secondo scopo è quello di creare e dare forza ad un futuro partito sovranista che abbia come obiettivo la liberazione del Popolo Italiano dalla dittaura della Unione Europea in nome dei principi impressi nella Nostra Carta Costituzionale.

Simone Boemio






domenica 20 aprile 2014

E che è? Una novità?

Casaleggio: "Il M5S non è contro l'euro"

Perugia, 20 Aprile 2014



Il M5S è un'altra arma di distrazione di massa a disposizione dei media della disinformazione italiana.
Prima in Italia si parlava solamente di calcio e Berlusconi e nulla trapelava circa le scelte che venivano prese sulle nostre teste a danno del nostro futuro.
Quando ci si aspettava che la fine del "cavaliere" fosse imminente serviva un argomento sostitutivo.
Quale argomento migliore di un bel vaffanculo a tutti detto dal comico più carismatico d'Italia?
Ed ecco che compare sulla scena l'imprendtore Casaleggio che si inventa tutta la struttura commercialpolitica dietro al front-man destinato a rubare la scena al vecchio caimano.
Gli Italiani, si sa, amano le scorciatoie e, pur di non impegnarsi veramente nello studio della Storia e della Economia, preferiscono seguire un leader che gli promette un posto in parlamento al semplice costo di un "selfie" video e della scansione della carta d'identità.
Da qui al 20/25% il passo è breve, ma più si è gonfi di aria calda e più dall'alto si cadrà al primo buco.
Il buco sarà inferto dagli Italiani (quelli che hanno veramente voglia di capire e di studiare) che sanno che con la casta, la corruzione, l'evasione, gli sprechi, la spesa pubblica "improduttiva", il debito pubblico, l'acquisto del petrolio, la cina, ecc. ecc. l'Italia, fino all'entrata nell'eurozona, cresceva e cresceva tanto da superare la produzione industriale teutonica.
Ora l'Euro, quale moneta unica soggetto di una forzata fissazione del cambio tra aree valutarie assolutamente dissimili e non sostenuta da trasferimenti (impediti proprio dai trattati che l'hanno creata) è, assieme all'Unione Europea (che sta demolendo la democrazia ed i diritti dei cittadini italiani) il nemico numero uno degli Italiani.
L'Unione Europea e l'Euro rappresentano la distruzione di secoli di conquiste sociali e sindacali italiane
L'unione Europea e l'Euro hanno esautorato le nostre istituzioni democratiche e la nostra Costituzione che prima ci avevano portato a rappresentare la quarta/quinta economia mondiale
L'Unione Europea e l'Euro sono l'unica causa del depauperamento delle riserve della classe media italiana e dell'aumento della disoccupazione e dei fallimenti.
Chi sostiene l'Unione Europea e l'Euro è quindi il nemico principale dei lavoratori italiani (n.b.: i lavoratori sono tutti quelli che si alzano la mattina per andare a guadagnare onestamente, giusto Fiorenzo?).
Quindi rassegnatevi amici miei che come me avete votato una volta il m5s solo perchè "almeno non sono stati loro a portarci in questo disastro":
se continuerete a sostenerli sarete loro complici, vostro malgrado, anche se ancora non ve ne rendete conto.
Per gli amici di economia a cinque stelle, che altresì conoscono le ragioni di quanto ampiamente dimostrato sui danni di Unione Europea ed Euro, la tesi "noi proviamo a riformare il m5s da dentro" incomincia ad assomigliare ad un pretesto per sostenere la loro "carriera" nel movimento - io sarei coerente con me stesso e passerei ad altro, fate voi.


Simone Boemio



































































































mercoledì 19 marzo 2014

La forza delle idee



lo so che il titolo è un po' banalotto, ma passatemelo ugualmente


Perugia, 19 Marzo 2014



Un rappresentante una volta mi disse che il peggior venditore è quello che denigra il concorrente, il migliore è quello che si limita a testimoniare le qualità del proprio prodotto.
Le critiche dirette a un partito, a un movimento o a una persona hanno come unica conseguenza la radicalizzazione delle posizioni di chi in quel partito, movimento o persona crede.

Il successo delle nostre idee potrà venire solamente attraverso la persuasione e la pazienza. 
Se vogliamo che le nostre idee prevalgano dobbiamo essere consapevoli del fatto che non è investendo direttamente gli avversari che questi possano recedere dal loro credo.

Va sempre ricordato che la nostra vittoria non è cosa da poco, giacché da essa dipende il futuro dei nostri figli.

La maggioranza della popolazione italiana crede ancora che senza l'euro e l’unione europea non ci sarebbe futuro e ciò a causa della comunicazione imperante.
Noi, al contrario sappiamo che il ritorno al benessere degli italiani tornerà esclusivamente attraverso l’applicazione dei principi e dei valori della nostra Costituzione, passando per la cancellazione di tutti gli errori fatti dalla politica dal 1981 ad oggi.

Si dovrà quindi conquistare la massima visibilità consentita, non certamente con lo sterile scopo di aggredire direttamente gli avversari, ma per rendere possibili i cambi di fronte necessari per divenire noi maggioranza attraverso il dialogo.

Se il nostro vero fine ultimo è il benessere del nostro Paese, qualunque sia la provenienza di chi abbiamo di fronte, dobbiamo renderci conto che è nostro compito portarlo dalla nostra parte o quantomeno renderlo nostro alleato; l’unico mezzo per ottenere ciò è quello di avvicinarlo alle nostre tesi confrontandoci usando come leva la forza e la fondatezza delle nostre idee. Colpirlo in modo diretto finirà per renderlo irreparabilmente nostro acerrimo nemico. Averlo come nemico non lo porterà mai dalla nostra parte. Molto semplice!

Occorre quindi proporre le nostre tesi in ogni ambito, contrastando unicamente i miti e le idee che noi sappiamo essere errate senza cercare di demolire il partito, il movimento e la persona che questi miti ed idee cercano di presentare; la demolizione avverrà col tempo e sarà spontanea.

Ricordiamoci sempre che prima della guerra la maggioranza degli italiani era per il fascismo; come allora, alla fine, l’attuale maggioranza degli italiani sarà costretta dai fatti a ricredersi su unione europea ed euro; quindi a che pro attaccarne frontalmente partiti, movimenti e leader? Piuttosto non è più utile cercare di far ragionare le persone esponendo dati, pensieri e idee? Vogliamo arrivare a un drammatico scontro o desideriamo il prevalere della via democratica?

Spesso durante i miei incontri con amici e conoscenti sono stato tentato ad usare l'attacco frontale in risposta alla testardaggine delle persone che avevo di fronte, non sempre ho potuto resistere, ma una cosa certa ormai l'ho imparata: ogni volta che ho cercato di impormi ho fallito nel mio intento; per converso, ogni qualvolta ho instillato un singolo concetto nell'"avversario", ho potuto mantenere con lui il contatto fino alla chiacchierata successiva.
Oramai consapevole del fatto che per la gente comune è molto difficile abiurare il proprio credo di provenienza anche quando si rivela palesemente errato e sostenuto da personaggi di dubbia onestà, sono comunque convinto che ce la possiamo fare; dobbiamo adoperarci affinché le idee vincano l'orgoglio.

Ad analizzare i dati che la storia fornisce, non è per nulla difficile spiegare per chiunque ed a chiunque i fondamentali dell'economia.
La difficoltà consiste nel rendere consapevole la maggioranza degli italiani del fatto che fino ad oggi hanno rivolto le loro speranze in partiti, movimenti e personaggi sbagliati; per questo motivo occorrerà insinuare in loro il dubbio senza attaccare direttamente i soggetti in cui hanno finora creduto, ma fornendogli i necessari strumenti per farlo loro stessi.
L'ostacolo maggiore che ci si prospetta non è quindi la spiegazione di semplici regole elementari di economia, ma il mantenere la pazienza e nel perseverare nella nostra opera di divulgazione fino a ottenere la necessaria massa critica di cittadini consapevoli e indisposti a farsi ancora prendere per i fondelli.

L'obiettivo è di raccogliere attorno a ciascuno di noi il maggior numero di persone informate e consapevoli del fatto che il ritorno del benessere nel nostro Paese è legato indissolubilmente all'attuazione dei valori e dei principi della nostra Costituzione ora esautorata da trattati criminali scritti direttamente dai padroni della classe politica attuale che li ha ratificati contro il nostro interesse.
E ben sapendo che tutti i cittadini non consapevoli di ciò (la maggioranza degli italiani) o sono disinteressati a certe tematiche o si sentono in dovere di parteggiare per una delle parti della farsa politica odierna, occorrerà pazientemente portarli dalla giusta parte della barricata forti del fatto che:
se non la spunteremo noi, lo faranno gli eventi che noi abbiamo saputo prevedere.

Simone Boemio

P.S.:
Non sto qui a ribadire il mio pensiero riguardante chiunque aggredisce il prossimo con stupide ed inutili polemiche sulla paternità delle idee, solo perchè "colpevole" di esser addivenuto a certe tesi con ritardo.